La terra partorirà il suo capolavoro

Si partorisce con dolore e la terra partorirà il suo capolavoro… Squarcio nel solco della terra, squarcio nel solco di una città devastata da ingiustizie.

La fede nell’invisibile nutre le nostre fasce nervose le mantiene in sintonia con quella parte che comunica col Pensiero puro.

Stiamo avviandoci verso l’unico Pensiero che ci condurrà nell’anticamera dell’Unità dei Mondi…

Ciò che ho scritto è dettato dalla mia formazione, non è altro che il mio desiderio trasformato in parole sintetiche.

Sono desta, credo che tutto sia suggestione della mente.. ma la mente è qualcosa di misterioso… ha un solco che può condurci in paradiso o all’inferno…

Ho provato a varcare la soglia giusta nel lungo corso dei miei anni.

Ho parlato con spiriti che attraversavano le mie fasce nervose; l’ispirazione alla scrittura, ai racconti, all’arte è anche opera di impercettibili frammenti di Pensieri universali.

Non era suggestione, ne’ follia avvertire il loro delicato fremito…

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Quale medicina migliore di un balsamico pensiero che è il vero tranquillante dell’anima?

Quale medicina migliore di un balsamico pensiero che è il vero tranquillante dell’anima?
Su scala mondiale e politica le prevaricazioni, le guerre e le aggressioni sono sempre stati i diavoli della mente, ciò che distoglie dal pensiero puro.
Per avviarci alla pace dove c’è guerra, e alla salute dove vi è la malattia la prima mossa da fare è la coscienza dei malesseri. La condivisione con i nostri simili e’ la giusta soluzione, la medicina per ogni problema.
Ma c’è un limite oltre il quale non possiamo andare? Forse questo limite consiste nel volere raggiungere la formula perfetta in una sola vita.
La Terra subisce continui sbalzi come il nostro umore mutevolissimo, che svia e accarezza, deforma e perfeziona il programma del giorno precedente. Non bastano quindi cento anni per raddrizzare ciò che in millenni si è programmato, deformato e reintegrato.
Ci stiamo avvicinando ad un evento… tragico e festoso, la musica manifesterà la sua sinfonia. E l’ispiratore di tutto è Lui padre di tutti i mondi visibili e invisibili…

Cos’è la morte se non un aspetto della Vita?

Cos’è la morte se non un aspetto della Vita? Aspettiamola senza pensare che dietro ci sia semplicemente il Nulla… Se anche fosse, questo Niente rendiamolo più attraente e creiamolo come Lui effettivamente vuole: Parola Musica e Profumo… emozione celeste.

La commozione e la malinconia che proviamo per l’assenza di persone care sono percezioni reali. Queste emozioni, se vissute con un pizzico di realismo, ci permettono di capire che sono necessarie alla “filosofia del cuore”… Il vuoto non si colma facilmente…

Attendiamo, attendiamo che la nostra anima abbia quel pizzico di percezione. Una religione unica ci avvolge con le sue vibrazioni… La chiamano Fratellanza o religione cosmica che comprende tutti i riti purgati dal superfluo… Anche coloro che non credono all’Invisibile ne sono attraversati, hanno la medesima possibilita: riconoscere il sogno dell’Amore.

Un vuoto verrà colmato… La Fede nell’azzurro dei Mondi, nelle percezioni sottili e nell’incommensurabile Grande tenderà la sua mano… ci condurrà in un mondo che abbiamo già visto in sogno… Costruiamo questo Sogno come fosse il più bel lavoro e mettiamolo al primo posto… Dubbi, incertezze, incubi piano piano si sfalderanno… sono umani, troppo umani ci allontanano da Lui…

Sono i dubbi, le incertezze, le paure, tutti diavoli che attanagliano la nostra anima e che a lungo ci fanno ammalare. Trattiamoli senza rancori, domiamoli come facciamo con le bestie feroci, con tecniche liberatorie e anche con farmaci, se sono difficili da estirpare…

L’oggi

I comportamenti mafiosi sul nostro pianeta hanno dato il segno del proprio potere ed anche tra i giovani prevale la prepotenza, l’ozio morale e l’indifferenza. Siamo stati educati ad esaltare soprattutto la nostra parte bruta.
Nessun governo del mondo è riuscito ad incidere più di tanto sul bene comune e sulla giustizia. La prepotenza avvolge le nostre fasce nervose.
Pallidi personaggi, o onesti cittadini impegnati nei propri ruoli a disegnare un mondo meno corrotto, fanno fatica a portare avanti un disegno più umano. Sta forse arrivando da qualche luogo impervio, oscuro o celeste chi lascerà il segno su questo nostro malsano vecchio mondo?
In Italia soprattutto si guardano i sondaggi politici e chi riesce ad avere più consensi ecco che lo si vede come il salvatore. Ma chi ha l’oppio come anestetico e martella il proprio punto di vista senza riuscire a fare altro, è forse un pericoloso o inutile individuo.

Nel periodo delle grandi cadute morali e depressioni economiche siamo portati a spegnere la TV in maniera istintiva, per cominciare ad esercitare la nostra criticità, aldilà delle catastrofiche notizie. Ma questo non è facile, significherebbe estraniarsi o essere indifferenti.
Attualmente solo chi vive lontano da tutto, in un rifugio di frasche tra i primati, può dirsi un privilegiato. Abbiamo addomesticato quegli animali e la Giungla non ha aumentato i suoi purosangue.
Gli oranghi e i felini sono custoditi, curati e poi rilasciati tra alberi di banane e frasche, anche se molti di loro sostano in gabbie per essere condotti in circhi equestri dove languiscono per mancanza di bambini.
Anche il Circo ha quasi esaurito le sue risorse e gli anni degli spettacoli coi ballerini, i clawn, i cavalli e i trapezzisti, con tante luci, volge al tramonto. Lo spettacolo è ormai stiracchiato, con la platea svuotata. Da quando esiste la rete gli animali divertono soprattutto in rete e possiamo gustarceli come se fossero a due passi da noi. Tigri e leoni, scimmie, cani e gatti e una sequela di serpenti e uccelli di ogni tipo e razza ricordano il paradiso terrestre: grande scenario profumato e sacro, prima della comparsa dell’uomo padrone e predatore.

Loro i più giovani, guai a distrarli da altro, sono ormai online assieme agli adulti: un diluvio universale, uno tsunami sta divorando il pianeta. Google, Facebook e Skype hanno quasi soppiantato libri, diari e interurbane telefoniche.
Facebook è zeppo di pensieri, parole e opere pie e diaboliche.
Abbiamo smesso da un pezzo di annotare qualcosa o tutto su diari segreti di carta, perchè di segreto c’ è solo l’angolo della fede, del contatto con Dio e con i nostri angeli, per chi ci crede.
Segreto perchè se un poco fai capire che credi all’altro mondo, agli invisibili che ti vengono incontro per farti sperare, qualcuno in famiglia e fuori pensa e dice che sei fragile e mostri scarsa razionalità.
Quello che conta è ciò che vedi e senti ogni giorno: un martellamento continuo che ha finito per appiattirci l’anima e il cervello.

Larghe intese

Sto seguendo in TV un servizio sui cibi calabresi e sui tessuti fatti al telaio. Vecchie donne che si porteranno nelle loro tombe, pazienza, passione e antica saggezza.
Mani che impastano farine integrali e col ferretto tirano i maccheroni che in tutto il mondo sono conosciuti e consumati soprattutto col sugo di maiale o di capra e peperoncino. Donne antiche che ci mettevano il cuore e la pazienza in quella smania delle mani, che in poco tempo riuscivano a creare non solo cibi, ma corredi e corredini per i più piccoli.
Ricordiamo in questi servizi tutto un mondo che va scomparendo ma sappiamo che proprio quel mondo adesso ci viene incontro, si sta risvegliando. La salvezza è proprio come al solito nelle nostre radici.

Abbiamo, in questi ultimi capitoli di storia, un risveglio verso l’arte contadina e dappertutto si cercano cibi organici e prodotti artigianali.
E’ iniziato un certo distacco dai prodotti industriali. Quando si fa il pieno dei consumi e le comodità e l’abbondanza debordano, si arriva al crac e tutto evapora in indigenza.
Ecco che ritornano le forme essenziali. Un piatto unico a tavola speriamo di poterlo consumare fino alla fine dei nostri giorni! E con allegria. L’ingordigia lasciamola ai bulimici che purtroppo sono seriamente disturbati.

Da più di cinque mesi siamo governati dalle larghe intese, ma il malessere non tende a fermarsi. Il governo si arrabbatta ma, anzicchè darci fiducia per una ripresa, pare un imbroglio, un patto tra due schieramenti che mentre danno l’impressione di lavorare per il bene del Paese si inciuciano col gusto di tirare la corda e continuare a scaldare le loro poltrone ben remunerate. Intanto fuori tra i cittadini la voglia di farcela c’è, ma la disperazione si annida tra i più deboli e porta spesso a gesti estremi.

Il canto monotono dei telegiornali coinvolge giovani e vecchi.
Ad aggiungere più guai al Paese ci sono i rifugiati provenienti dalle primavere arabe che, dall’Africa, dalla Siria, dall’Egitto e da altre regioni sconquassate, arrivano su barconi fradici in cerca di pietà.
E noi, che malgrado tutto abbiamo ancora il necessario e i più fortunati anche il superfluo, ci sentiamo davvero privilegiati e impotenti.
Continuiamo a fare qualche bonifico per i bambini dell’Africa per avere la coscienza apposto, portiamo vestiti e sciarpe nei punti di raccolta per i desaparesidos e mentre aiutiamo questi nostri fratelli, siamo consapevoli che nel mondo tutto sta andando al rovescio.
La recessione ci ha tolto il gusto di andare avanti con più fantasia.

Il novecento e il nuovo millennio hanno seminato guerre, morti, prevaricazioni e sfruttamento. I diritti dei più forti, dei predatori e dei tiranni, hanno odio e vigliaccherie. E le banche ne hanno approfittato per tessere trappole ai governanti e ai cittadini. Adesso sono loro che muovono le pedine di questo gioco sleale e maligno. Quale potere diabolico sta dominando il mondo? Facendo un consuntivo spicciolo, sono proprio i banchieri americani che, dalla terra di Cristoforo Colombo, hanno innescato le prime bombe.
E adesso noi, bombardati ogni giorno da notizie catastrofiche, ci siamo rifugiati nelle nostre case, per paura di essere assaliti dall’angoscia di essere depredati dei pochi spiccioli che ci rimangono in tasca.
Malgrado tutto amiamo la vita e, con una certa allegria, andiamo al mercato perlopiù quando i prezzi calano alla fine della mattinata. Ciò che non tende a diminuire è la rabbia, tra i cittadini di tutti gli schieramenti politici, la rabbia che avvolge i pensieri, perchè l’immoralità è diventata il cancro giornaliero.

Si è allungata la vita dei malati e si guarisce anche da molti tumori, ma le malattie sociali aumentano a dismisura e pare sia più difficile tentare di sconfiggerle. Stando così le cose ci aggrappiamo alle parole dell’ultimo Papa che è veramente un grande Curato.
Le sue parole si rivolgono a tutti senza ombra di minacce, scomuniche o finzioni. Si rivolge soprattutto agli ultimi e a chi è preda non tanto del peccato, ma dalla miseria morale.