La famiglia aumenta

Da qualche ora ho la conferma dal veterenario: Biondina sta per partorire da un momento all’altro. La gattina che ho portato in questo mio monolocale, attendeva a mia insaputa dei figlietti.

La famiglia cresce ed io sono emozionata… non posso più tirarmi indietro! Viva la vita… la sottospece. Altro che sottospece, siamo noi i succubi del regno degli animali domestici. L’ombra del gatto si moltiplica ed io non sono preparata. Addio solitudine, i personaggi reali saranno loro, l’invenzione è adesso morta, seppellita in un armadio, in quell’armadio dove lei Biondina, ha deciso di partorire; ma io la svio e le preparo una grande scatola di cartone che rivesto con dei lini bianchi del mio corredo.

Mi comporto come se dovessero venire al mondo degli umanoidi, dei marmocchi umani… Il momento e lo stato d’animo sono gli stessi provati da mia sorella Daniela che è stata sempre la più portata della famiglia verso gli animali. Nel suo giardino a Gallico vive con un pastore tedesco mezzo sangue e fino a qualche anno fa con due gatti, Luna e Frodo, mamma e figlietto che sono stati la sua ombra per lunghi anni. Proprio lei al telefono mi rassicura e mi da’ qualche consiglio…

E sotto la piramide di marmo, posta su un alto etagere bianco, Biondina partorisce per la prima volta. La giovane mamma che è nata nel mio giardino a Lazzaro solo un anno fa, è incredibilmente brava e agisce come una provetta levatrice. Solo poche doglie e senza miagolii, in un silenzio sacro, lei fa nascere i suoi due micetti, di fronte ai miei occhi stupiti; poi mangia la placenta e, con un rituale di assoluta precisione, pulisce quei due minuscoli esserini di pochi centimetri. Ho l’impressione che chissà da quale pianeta siano arrivati due piccoli alieni proprio a casa mia. Con occhi serrati, dal taglio incredibilmente orientale, dopo poco vengono allattati da lei che ascolta dal di dentro un Dna che si ripete dalla notte dei tempi.

Noi abbiamo perso ogni traccia di quegli antichi rituali e mi sovviene la nascita dei primi mocciosi, tra le felci e sotto gli alberi che proteggevano le doglie di madri esperte. Coi capelli scuri che coprivano i loro corpi dorati dal sole e irrobustiti dal vento, le nostre antichissime progenitrici erano guidate dalla grande musica dell’Universo. Cullate dal potere del cielo e della luna partorivano, indisturbate, esserini altrettanto alieni, provenienti dal grembo della terra.

Dal finestrone a tutta parete del mio monolocale, mi accorgo che la stessa luna stonatte ci sorride. E’ mezzanotte, e a fare luce è solo il Cielo.

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