Ultimi giorni di vacanza

Sono gli ultimi giorni di vacanza a Londra, ho trascorso in casa di mia figlia il Natale ed il resto delle feste.
Negli ultimi tempi penso con maggiore insistenza che i periodi con lei devono essere  sempre piu’ frequenti ed anche Sandra e’ daccordo.
Quando Sandra lavora perlopiu’ alla musica io vado in giro dopo aver riordinato la casa e concluso qualche ultimo lavoro per la Istar – copertina e impaginazione fatte da Sandra in contatto con Grafica Enotria di Reggio, nell’ultimo libro sul terremoto del 1908. Le autrici del testo sono due giovani laureate in conservazione dei Beni Culturali alla “Mediterranea.”-
Le mie soste nei supermercati di Old Street ed Angel mi hanno fatto abituare a molti prodotti inglesi e faccio la spesa ormai come quasi fossi in Italia. Oggi dopo la palestra Sandra mi ha raggiunta da Tesco e abbiamo comprato il pane organico ed altri cibi che mancavano. E’ stata una mattinata di sole con un cielo terso.
Quest’anno pare incredibile che a Londra non ci sia il freddo intenso degli altri inverni. Oggi lungo il Canale i palazzi  si specchiavano su una lastra d’acqua gelata per il freddo della notte, ma un raggio di sole colpiva varie zone e soprattutto le vecchie imbarcazioni blu che sostavano senza nessuno a bordo. Delle vere abitazioni con piantine di gelsomini sul tetto della cabina ed altre cianfrusaglie, dimore per gente che ama stare sull’acqua in ogni stagione e si sposta da un punto all’altro del Tamigi nei tanti canali con le chiuse che tengono a freno il corso del fiume.

Andando per i mercatini d’antiquariato ad Angel mi e’ successa la stessa cosa che si manifestava in passato quando anche a Firenze visitando il mercatino delle Pulci, mi trovavo di fronte alla solita emozione: una vecchia cartolina, un piatto di porcellana o un vecchio cassettone mi trasmettevano delle strane immagini, una sorta di psicometria di fronte ad oggetti appartenuti a chi non si trova piu’ nel nostro stralunato periodo di crisi economiche e guerre continue.
C’erano anche allora le crisi  e la stessa disparita’ nei vari ambienti sociali, ma i profumi e la poesia  ti scivolavano dentro senza intermediari; adesso pare tutto piu’ semplice e velocissimo, dal viaggio  da un punto all’altro della terra, al messaggio in tempo reale che con dita frenetiche inviamo dal nostro personale computer.

E’ questa la nuova poesia e chi non si adegua ha davvero fermato il suo cervello. Le cianfrustaglie in bella vista nel mercatino di Angel, ancora mi sorridono, diversamente dagli oggetti bianchi di porcellana che nei vari centri commerciali sono allineati in serie ed hanno forme sinuose. Anche gli articoli moderni non sono privi di eleganza, ma quel potere magico e misterioso persiste solo negli oggetti che appartengono al tempo. Credo che ci sia in loro un frammento di  cuore, una dose di sentimento di chi li ha posseduti.

Advertisements

Il tempo

Il tempo e’ transeunte come la bellezza di un volto, anche se rifatto cento volte da un bisturi che oggigiorno e’ in continuo moto a colmare complessi. Ti rifai di sana pianta anche rigurgitando pillole per accendere i sensi, ma ti rimane dentro un vuoto incolmabile, il vuoto della vaquita’ una specie di delirio nel  volere a tutti i costi essere un oggetto  che resista al tempo.
E i veri oggetti immortali se la ridono imperturbabili… da un mercatino di Londra, come da quello di Firenze.
Sono loro i signori del tempo…

Virginia Woolf  descrisse oggetti su misura, dalla teiera di porcellana tipica inglese, ai quadri su pareti di case borghesi dentro cui l’io narrente dell’ autrice, segnata dal male oscuro, si trasferisce in dettagli che delimitano il suo stile, la sua ossessione.
Un noto scrittore romano in uno dei miei brevi incontri con lui, mi fece osservare che somiglio alla Woolf, nei miei libri, dove oltre alla storia c’e un flusso di coscienza da psicoanalisi: le ombre dettano le loro emozioni e gli oggetti si animano…
Mi sarei dovuta sentire fiera, invece mi azzittii e continuai a scrivere “Ombre” ed altro… E adesso sono a Londra a cercare di determinare il contatto con la scrittura e rileggo proprio un libro: “Woolf – Tutti i romanzi” che ho messo in valigia prima di partire per questo mio viaggio.