Gaetano Marrari maresciallo del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia

Questo lavoro ha accompagnato i miei ultimi viaggi, tra Reggio Calabria e Londra. In questo libro, attraverso la figura del maresciallo Gaetano Marrari, insignito della medaglia d’oro della Regione Calabria nell’85, riscopriamo la nostra appartenenza ad una Regione dove l’onore e il senso di civiltà sono ben oltre i rancori, le mafie e le persecuzioni razziali.

Cristina Marrari, la figlia del maresciallo, comandante all’interno del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, con i suoi ricordi e le lettere indirizzate al padre da alcuni ebrei internati, riapre il sipario sul periodo della Seconda Guerra Mondiale. I pensieri del maresciallo, vengono fuori dal mio personale diario come conseguenza di questa immedesimazione e sono flash di guerra e pace… Hitler, Mussolini, Balbo sono ricordati nei momenti di maggiore coinvolgimento, quando per radio arrivavano i bollettini di guerra… E le musiche erano le sole note di delicatezza del regime fascista.

In una Cittadella-Campo, hanno vissuto amato e pianto, più di duemila internati, stranieri ed ebrei perlopiù… Mentre decido di concludere questo mio lavoro, siamo nel teatro di una guerra a due passi da noi: la Libia ha fatto esplodere la sua rabbia e il mondo osserva l’ineluttabile esodo dei figli del deserto… Ancora storie di guerre… e di calamità… Questo lavoro ha accompagnato i miei ultimi viaggi, tra Reggio Calabria e Londra.

In questo libro, attraverso la figura del maresciallo Gaetano Marrari, insignito della medaglia d’oro della Regione Calabria nell’85, riscopriamo la nostra appartenenza ad una Regione dove l’onore e il senso di civiltà sono ben oltre i rancori, le mafie e le persecuzioni razziali. Cristina Marrari, la figlia del maresciallo, comandante all’interno del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, con i suoi ricordi e le lettere indirizzate al padre da alcuni ebrei internati, riapre il sipario sul periodo della Seconda Guerra Mondiale.

I pensieri del maresciallo, vengono fuori dal mio personale diario come conseguenza di questa immedesimazione e sono flash di guerra e pace. Hitler, Mussolini, Balbo sono ricordati nei momenti di maggiore coinvolgimento, quando per radio arrivavano i bollettini di guerra… E le musiche erano le sole note di delicatezza del regime fascista.

In una Cittadella-Campo, hanno vissuto amato e pianto, più di duemila internati, stranieri ed ebrei perlopiù… Mentre decido di concludere questo mio lavoro, siamo nel teatro di una guerra a due passi da noi: la Libia ha fatto esplodere la sua rabbia e il mondo osserva l’ineluttabile esodo dei figli del deserto… Ancora storie di guerre… e di calamità…

Advertisements

Avanti e indietro memoria a tratti

Tutto aveva avuto inizio da una emozione e con un’altra emozione, sarebbe finito.
Ci sono fogli scritti da me e cartoline… foto… giornalini per ragazzi e vecchie pubblicazioni: sono proprio questi a rafforzare l’idea dell’emozione attraverso uno scritto, anche breve e frammentario. Ne leggo uno a caso.

…Bova sorge sulla roccia e il paese visto da lontano è compatto, saldato alla pietra. Il mare da quella rupe è chiaro e sconfinato. Quella mattina soffiava il vento di scirocco e dopo qualche ora, mi venne voglia di ritornare a casa. Pensai: “Forse ha un senso questo silenzio”. Alcuni scrittori stranieri attraversarono a piedi questi vicoli e poi scrissero che qui era proprio il paradiso ma aggiunsero che gli abitanti di questo eden erano bisognosi
di tutto. “Dio santo questo paese è addormentato”.
Dove era il castello, rimaneva solo un rudere: ebbi un brivido: “Sembra un frammento di dente cariato… un dente di un gigante.
…Secondo i regolamenti di quelle antiche vallate, dove si mascherano intrighi e delitti, tutto era scritto nelle tradizioni contadine: il sugo di capra, i maccheroni col buco, il peperoncino e il basilico nell’orto. E il pane di grano con le frittole di maiale. Il pane caldo nella madia.

“Ma poteva bastare tutto questo, assieme al vino greco?” mi chiesi.
Lì si vendemmiava ancora come al tempo di Noè. Molte famiglie ritornavano solo per avvertire quegli odori, altre invece avevano venduto le case, sostituendo le melanzane nei barattoli di vetro e i pomodori sott’olio, con tutto il bendiddio dei supermercati.
C’era una chiesa cristiano ortodossa, dove di solito un prete col cappello a cilindro e la barba lunga e incolta, recita il Vangelo in greco antico. L’incenso puro rendeva l’aria immacolata.
Ogni angolo aveva storie segrete che erano il passo invisibile degli avi; ma continuai a pensare che la vita era altrove.
Oggi mi immalinconisce questo universo dove ancora noi mamme, con l’aria da chiocce protettive, prendiamo i figli dalla gola.

La terra partorirà il suo capolavoro

Si partorisce con dolore e la terra partorirà il suo capolavoro… Squarcio nel solco della terra, squarcio nel solco di una città devastata da ingiustizie.

La fede nell’invisibile nutre le nostre fasce nervose le mantiene in sintonia con quella parte che comunica col Pensiero puro.

Stiamo avviandoci verso l’unico Pensiero che ci condurrà nell’anticamera dell’Unità dei Mondi…

Ciò che ho scritto è dettato dalla mia formazione, non è altro che il mio desiderio trasformato in parole sintetiche.

Sono desta, credo che tutto sia suggestione della mente.. ma la mente è qualcosa di misterioso… ha un solco che può condurci in paradiso o all’inferno…

Ho provato a varcare la soglia giusta nel lungo corso dei miei anni.

Ho parlato con spiriti che attraversavano le mie fasce nervose; l’ispirazione alla scrittura, ai racconti, all’arte è anche opera di impercettibili frammenti di Pensieri universali.

Non era suggestione, ne’ follia avvertire il loro delicato fremito…

Quale medicina migliore di un balsamico pensiero che è il vero tranquillante dell’anima?

Quale medicina migliore di un balsamico pensiero che è il vero tranquillante dell’anima?
Su scala mondiale e politica le prevaricazioni, le guerre e le aggressioni sono sempre stati i diavoli della mente, ciò che distoglie dal pensiero puro.
Per avviarci alla pace dove c’è guerra, e alla salute dove vi è la malattia la prima mossa da fare è la coscienza dei malesseri. La condivisione con i nostri simili e’ la giusta soluzione, la medicina per ogni problema.
Ma c’è un limite oltre il quale non possiamo andare? Forse questo limite consiste nel volere raggiungere la formula perfetta in una sola vita.
La Terra subisce continui sbalzi come il nostro umore mutevolissimo, che svia e accarezza, deforma e perfeziona il programma del giorno precedente. Non bastano quindi cento anni per raddrizzare ciò che in millenni si è programmato, deformato e reintegrato.
Ci stiamo avvicinando ad un evento… tragico e festoso, la musica manifesterà la sua sinfonia. E l’ispiratore di tutto è Lui padre di tutti i mondi visibili e invisibili…

Cos’è la morte se non un aspetto della Vita?

Cos’è la morte se non un aspetto della Vita? Aspettiamola senza pensare che dietro ci sia semplicemente il Nulla… Se anche fosse, questo Niente rendiamolo più attraente e creiamolo come Lui effettivamente vuole: Parola Musica e Profumo… emozione celeste.

La commozione e la malinconia che proviamo per l’assenza di persone care sono percezioni reali. Queste emozioni, se vissute con un pizzico di realismo, ci permettono di capire che sono necessarie alla “filosofia del cuore”… Il vuoto non si colma facilmente…

Attendiamo, attendiamo che la nostra anima abbia quel pizzico di percezione. Una religione unica ci avvolge con le sue vibrazioni… La chiamano Fratellanza o religione cosmica che comprende tutti i riti purgati dal superfluo… Anche coloro che non credono all’Invisibile ne sono attraversati, hanno la medesima possibilita: riconoscere il sogno dell’Amore.

Un vuoto verrà colmato… La Fede nell’azzurro dei Mondi, nelle percezioni sottili e nell’incommensurabile Grande tenderà la sua mano… ci condurrà in un mondo che abbiamo già visto in sogno… Costruiamo questo Sogno come fosse il più bel lavoro e mettiamolo al primo posto… Dubbi, incertezze, incubi piano piano si sfalderanno… sono umani, troppo umani ci allontanano da Lui…

Sono i dubbi, le incertezze, le paure, tutti diavoli che attanagliano la nostra anima e che a lungo ci fanno ammalare. Trattiamoli senza rancori, domiamoli come facciamo con le bestie feroci, con tecniche liberatorie e anche con farmaci, se sono difficili da estirpare…

Di nuovo In partenza

Eccomi di nuovo con mia figlia ma in aeroporto; da Reggio verso Roma abbiamo avuto un volo con un vento sullo stretto che ci ha fatto maledire di non avere avuto la forza di chiedere di farci spostare ad altra data il biglietto. Il tragitto Roma Londra è andato meglio… Oggi mi sono accorta di sapere ancora dominare la paura: nel primo tratto del volo su quell’aereo dell’Alitalia, siamo stati quasi tutti i passeggeri ad occhi chiusi e con la mente altrove, scacciando la paura non di volare… ma di cadere…

Confermo: l’unico mezzo che mi rilassi negli spostamenti è ancora il treno. Siamo arrivate a casa prima di mezzanotte. Si respirava aria fresca di primavera e noi due, madre e figlia, avevamo uno stato d’animo da ragazzine.

Decido di mettere da parte tutto quello che riguarda la mia vita in Calabria comprese le persone cui tengo. Si puo ancora vivere cercando una trama nuova e ambientare qualcosa in terre diverse? In “Ombre” lo scenario iniziava da Bucarest, era una sorta di viaggio in terre seducenti, con accanto un uomo che mi fece da Cicerone e da compagno. Indimenticabile il suo volto latino, ce l’ho nel cuore anche se le circostanze hanno deciso per me e per lui.

Questa è una storia sospesa e non tento più di renderla ancora una volta reale… Iniziò nel novanta, dopo il crollo del muro di Berlino, e un uomo appena uscito dal suo paese venne da noi con tutta la curiosità di conoscerci; l’Italia allora lo accolse con grande slancio, ma se ritornasse adesso, le cose proprio a lui apparirebbero di un altro pianeta: abbiamo perso quello slancio verso chi ti tende la mano ma non ha niente da offrire oltre il dolore della propria vita di stenti.

Non possiamo al momento ascoltare il dramma degli altri, perchè il nostro, pare si stia avvicinando al delirio di tutti gli oppressi. Nessuna terra o confine sono sicuri e conservando quel po’ di libertà e democrazia che ci ha reso saldi, siamo scivolati in una giungla dove Abele si vendica e massacra Caino il suo carnefice…

C’eè una lotta per la sopravvivenza che mostruosamente leva il respiro al più debole. Le ideologie sono nei romanzi del passato, quei libri li abbiamo letti e riletti…Sono come gli oggetti sacri d’antiquariato, conservano il cuore della storia. Adesso è il tempo dei pupazzi costruiti a tavolino in un palcoscenico di figure che parlano i linguaggi dei reality…

E la politica è diventata più divertente e frivola forse per stemprare la cupezza di una giornata a fil di dramma. In Italia un partito va a gonfie vele, l’altro, quello dell’opposizione, si arrabbata consumando fiato tra critiche e veleni. Tutti gli altri provenienti da ideologie estremiste, stanno ai margini.

Destra estrema e falce e martello rievocano un tempo che è ormai alle nostre spalle: pateticamente si somigliano e non riescono ad andare avanti nemmeno di una mattonella. Si potrà disegnare e realizzare una Italia più viva, un mondo meno morto e mortificato? E’ bello essere con idee diverse, ma quando sfiori le pareti della tua anima, e ascolti la voce che viene dal profondo, una musica avvolge la nostra esistenza. Insieme con note diverse, si dovrebbe andare verso questa melodia: a destra e a sinistra il cuore è simile e ascoltarlo con meno rancori non può che far bene. Questo tempo potrebbe essere arrivato, basta che si facciano indietro tutte le “zavorre” coi loro simboli del passato. Che senso ha fare risuscitare fascimi e comunismi? I nostalgici, tutti, sanno che il loro destino è quello di finire in cantina.

—————————————————————

Che differenza c’e’ tra chi vuole ringiovanire rifacendosi il trucco e chi invece ricorre al bisturi per snaturarsi bocca e guance? Il trucco addolcisce e mantiene viva la struttura di un volto, rispetta le rughe che sono le tracce della tua vita personale e familiare; il bisturi interviene invece per dare una espressione unica, un volto che appartiene allo stesso sorriso o ghigno. I primi sono figli della storia sempre in evoluzione, i secondi del chirurgo plastico che imprime le sue regole estetiche. Abbiamo bisogno di piccoli cambiamenti e di un po’ di fantasia, per poterci sentire ancora figli dell’Universo.

Ritornando ai miei viaggi precedenti, negli anni ’80, tra Firenze e Reggio Calabria azzardai un lungo racconto esoterico, il piu’ misterioso dei miei scritti. Forse è adesso che posso comprenderlo meglio. Quando si decide di inventare una storia la cosa piu’ buffa è comprendere che non inventi nulla, tutto è dentro il tuo cervello e nel tuo cuore. “Un aprile a Firenze” venne fuori aspirando il profumo dei glicini a primavera ed ero a Piazzale Michelangelo, da dove Firenze mi appariva come una presenza familiare, qualcosa di vivo che suggeriva a me, una storia che poi si materializzò, divenne realtà.

Il passato e il presente vivono in parallelo e segnano la nostra origine. Se ne accorgono i poeti, i sognatori e gli squilibrati. Adesso che il tempo corre verso la fine delle storie, desidero fare emergere solo qualche figura degli ultimi tempi, un volto che ho conosciuto a Roma, un essere che mi apparve in Via Dei Giornalisti, nei pressi di Piazza Igea. Stavo attraversando la strada con la mia amica Maresa, lui si fermò con lei, si parlarono e poi si accorse di me. Mi colpì la sua altezza da gigante, pareva un vecchio bronzo messicano con un’aria da giovane amatore. Pensai: che bel signore anziano!…Aveva solo qualche segno di vecchiaia, che teneva stretto nella sua convinzione di piacere alle donne anche a quelle molto giovani. Quando mi telefonò , per la prima volta, ero già ritornata a Reggio e lui aveva letto un mio libro : “La donna del lupi.” Da allora, sempre per via cavo, mi “perseguita” con chiamate da cui colgo la sua voglia di trattenere il tempo…E’ un purista della nostra lingua e conosce il greco e il latino come se Omero e Virgilio fossero ancora tra noi. Ha fatto per breve tempo l’editore e desidera leggere tutti i miei libri e altri della nostra linea editoriale che regolarmente io gli invio per posta. Ha accanto una figura di donna d’altri tempi, che è la madre dei suoi figli. Forse è proprio lei il vero personaggio: sa di avere sposato un tipo come lui, un po’ dissociato dalla scena reale, che ama ancora a 86 anni le donne, come fosse un ragazzino. Come un ubriaco che cerca uno scopo, lui si sta allontanando da tutti coi miei libri in tasca che legge con la voglia di fissarsi alcuni concetti che io stessa ho dimenticato.

Nelle parole e in quella sua aria da “Napoleone”, come lo definisce sua moglie, quest’uomo che ho incontrato per caso a Roma, utilizza le mie pagine per ritornare indietro, al tempo dei grandi sentimenti. Non desidero incontrarlo, anche se fu proprio lui a farmi uscire dal mio lutto, quando persi mio padre. La sua voce mi venne incontro per farmi capire che alcune persone arrivano non a caso e anche se devi tenerle a bada per non scivolare in storie banali o grottesche, ti riscaldano una parte che somiglia alle prime emozioni, quelle in cui anche un sentimento superficiale, ha il sapore dell’innocenza.

Ieri sera con Sevensensis, così si chiama mia figlia come produttore, sono stata su una “El Barco” una grande barca sul Tamigi, al centro di Londra. C’ era una festa e lei era la prima digj a dovere aprire la serata. Le musiche che ha suonato, tra cui le sue composizioni, sono melodiche, meno aggressive di quelle degli altri due digj che hanno continuato la serata, quando già la sala si è riempita di gente e tutti abbiamo ballato. Piace la sua musica, per la sua intonazione latina e canta lei stessa su note elettroniche haus….che creano atmosfera. Con noi c’erano gli amici di mia figlia tra cui Crissalida e Adriana che si sono intrattenute maggiormente con me. Siamo ritornate a casa oltre l’una.

Con Rosi e Aless ho trascorso la domenica al mercatino dei fiori e poi al ristorante. I sapori indiani e quelli giamaicani sono annaffiati di spezie specie al curry e il piccante mi fa starnutire. Un piatto unico a base di spezzatino di pollo in salsa da “polvere da sparo”, crocchette di verdurine fritte, zuppetta di lenticchie rosse e piccoli pezzi di castrato buonissimo; abbiamo saziato i nostri stomaci illanguiditi dalla lunga passeggiata a piedi. Un amico di Sandra, tempo fa, mi ha suggerito di pubblicare un libro di ricette calabresi in lingua inglese; forse è tempo che ci pensi, anche perchè, tra le cucine piu visitate c’ è quella italiana, soprattutto del sud a base di peperoncino.

Cercando una piccola nota di ottimismo sulle sorti del mondo c’è un pensiero di Obama durante i suoi “cento giorni. Lui conferma il ritiro dall’Iraq nonostante le nuove violenze ed è fiducioso, auspica un periodo meno partigiano, anche se in America i repubblicani sono col mitra in posizione e come al tempo di Busc stanno sempre dalla parte delle guerre. Ma quest’ultimo giovane Presidente d’America, pur sapendo che i problemi non sono solo le guerre, si riallaccia alla pazienza del grande popolo dei suoi elettori, per dire: ” le conseguenze di cio’ che stiamo e andremo a fare si vedranno tra qualche anno.”

In America la deriva dei repubblicani è simile “al rantolo” delle sinistre. In un momento in cui tutti dovremmo volere la stessa cosa, cioè uscire dalla recessione più in fretta, la sinistra italiana perde tempo a deridere i passi da falco del nostro Premier e le sue storie private. Con lo stesso tono degli ultimi quindici anni, balbetta o urla nelle piazze per stroncare quasi tutto quello che viene dal governo di centro destra, non fermandosi neanche di fronte al disastro del terremoto che ha squarciato il cuore e le case di migliaia di italiani abbruzzesi, seminando vittime.

La notte del 6 aprile di quest’anno, dopo cento anni e quattro mesi dal terremoto di Reggio e Messina, un altro fremito della natura sconvolge il sonno di una Italia “terra ballerina”. A quel fatidico evento sullo stretto di Messina, se ne aggiunge un altro e le atmosfere in Abruzzo, sono drammatiche. Tutti i riflettori sono puntati sulle ultime macerie; nel 1908 erano andati giù uomini, case e patrimonio artistico, poi su Reggio un onda lunga del mare aveva coperto ogni pietra; adesso più di qualcosa ci fa ricordare ciò che è rimasto indelebile sui tanti libri d’epoca. E noi del sud d’Italia quei libroni con foto in bianco e nero li custodiamo come delle reliquie. Il velo che incornicia il volto della donna dell’Islam è un simbolo di femminilità, di tradizione culturale, l’esasperazione del Burka invece una nuvola nera che avvolge occhi stupendi per occultare una presenza sacra.

Quando qualche anno fa percorrevo con Aless, in treno, il tratto Londra- Canden Town, due donne difronte a noi dormivano indisturbate. Non c’era traccia del loro corpo, erano murate dentro un velo nero; forse trattenevano nel loro cuore un grave lutto, pensai, figlie di un malessere sociale provenivano da terre profanate, amministrate dall’odio e dalla violenza.

Mi distrassero due bionde, forse gemelle o amiche, che erano sedute accanto a mia figlia: scosciate e bianchicce mostravano dal decoltè nero il loro seno prorompente. Due estremismi: le une portavano sotto quel manto nero con due buchi sugli occhi, rassegnazione, paura e dolore, le altre superficialità, indifferenza e ostentazione. Un Dio dell’umiliazione e Madonne disincantate ecco cosa scorre sotto i nostri occhi, giornalmente… Mi rendo conto che l’unico binario da seguire sia il buon senso; non è mai troppo tardi per afferrarci alle vie di mezzo.

Credo che Gesù e Maometto si siano rivolti agli uomini per renderli liberi anche dal dolore e dalla superficialità. Nessun Dio mura le donne per tenerle in soggezione e nessuna Madonna ostenta seni senza latte…

Se scomparisse la diversità dei costumi e delle religioni il nostro cervello si fiaccherebbe. Ho paura di un mondo in cui tutti facciano la stessa cosa. Nell’Universo ci sono altri mondi, in terra si fa ciò che facciamo noi e in cielo probabilmente il Nulla… l’atomo ritorna a riposarsi sotto forma di Niente… che è poi la vera Luce da cui proveniamo. Un granello di polvere che si consuma e diviene Niente assoluto. Musica celeste… Per dormire in pace la notte, questo è talvolta un pensiero che mi accarezza…Poi ce n’ è un altro che contraddice quello precedente o forse lo spiega meglio. Ho il coraggio stamane di confessare la mia fede nell’invisibile… Da Londra è forse piu’ facile tirare fuori da me quel Mistero che fa della nostra vita un atto unico avvolgente.

Natale a Londra

Sono gli ultimi giorni di vacanza a Londra; ho trascorso in casa di mia figlia il Natale ed il resto delle feste.Negli ultimi tempi penso con maggiore insistenza che i periodi con lei devono essere sempre piu’ frequenti ed anche Aless è daccordo. Quando lei lavora perlopiù alla musica (sta muovendo i primi passi nella produzione) io vado in giro dopo aver riordinato la casa e concluso qualche ultimo lavoro per la Istar- copertina e impaginazione fatte da Sandra in contatto con Grafica Enotria di Reggio, nell’ultimo libro sul terremoto del 1908. Le autrici del testo sono due giovani laureate in conservazione dei Beni Culturali alla “Universita’ Mediterranea.”

Le mie soste nei supermercati di Old Street ed Angel mi hanno fatto abituare a molti prodotti inglesi e faccio la spesa ormai come quasi fossi in Italia. Oggi dopo la palestra Aless mi ha raggiunta da “Tesco” e abbiamo comprato il pane organico ed altri cibi che mancavano. E’ stata una mattinata di sole con un cielo terso. Quest’anno pare incredibile che a Londra non ci sia il freddo intenso degli altri inverni. Oggi lungo il Canale i palazzi si specchiavano su una lastra d’ acqua gelata per il freddo della notte, ma un raggio di sole colpiva varie zone e soprattutto le vecchie imbarcazioni bleu che sostavano senza nessuno a bordo. Delle vere abitazioni con piantine di gelsomini sul tetto della cabina ed altre cianfrusaglie, dimore per gente che ama stare sull’acqua in ogni stagione e si sposta da un punto all’altro del Tamigi nei tanti canali con le chiuse che tengono a freno il corso del fiume. Andando per i mercatini d’antiquariato ad Angel mi è successa la stessa cosa che si manifestava in passato quando anche a Firenze visitando il mercatino delle Pulci, mi trovavo di fronte alla solita emozione: una vecchia cartolina, un piatto di porcellana o un vecchio cassettone mi trasmettevano delle strane immagini, una sorta di psicometria di fronte ad oggetti appartenuti a chi non si trova più nel nostro stralunato periodo di crisi economiche e guerre continue. C’erano anche allora le crisi e la stessa disparità nei vari ambienti sociali, ma i profumi e la poesia ti scivolavano dentro senza intermediari; adesso pare tutto più semplice e velocissimo, dal viaggio da un punto all’altro della terra, al messaggio in tempo reale che con dita frenetiche inviamo dal nostro personale computer. Ma stiamo facendo una corsa all’indietro: la decadenza e la devastazione spirituale rischiano di sommergerci insieme alle crisi economiche. La nuova poesia è la corsa verso l’ignoto e chi non si adegua ha davvero fermato il suo cervello. Stamane le cianfrustaglie in bella vista nel mercatino di Angel, ancora mi sorridono, diversamente dagli oggetti bianchi di porcellana che nei vari centri commerciali sono allineati in serie ed hanno forme sinuose. Anche gli articoli moderni non sono privi di eleganza, ma quel potere magico e misterioso persiste solo negli oggetti che appartengono al tempo. Credo che ci sia in loro un frammento di cuore, una dose di sentimento di chi li ha posseduti.

Il tempo e’ transeunte come la bellezza di un volto, anche se rifatto più volte da un bisturi che oggigiorno è in continuo moto a colmare complessi. Ti rifai di sana pianta anche rigurgitando pillole per accendere i sensi, ma ti rimane dentro un vuoto incolmabile, il vuoto della vaquità una specie di delirio nel volere a tutti i costi essere un oggetto che resista al tempo. E i veri oggetti immortali se la ridono imperturbabili da un mercatino di Londra, come da quello di Firenze. Sono loro i signori del tempo… Virginia Woolf descrisse oggetti su misura, dalla teiera di porcellana tipica inglese, ai quadri su pareti di case borghesi dentro cui l’io narrente dell’autrice, segnata dal male oscuro, si trasferisce in dettagli che delimitano il suo stile, la sua ossessione. Alberto Bevilacqua in uno dei miei brevi incontri con lui, mi fece osservare che somiglio alla Woolf, nei miei libri, dove oltre alla storia c’è un flusso di coscienza da psicoanalisi: le ombre dettano le loro emozioni e gli oggetti si animano… Mi sarei dovuta sentire fiera, invece mi azzittii e continuai a scrivere “Ombre” ed altro… E adesso sono a Londra a cercare di determinare il contatto con la scrittura e rileggo proprio il libro: ” Woolf – Tutti i romanzi” che ho messo in valigia prima di partire per questo mio viaggio. E’il 3 gennaio 2009 decido di comprare il “Corriere della sera” in una edicola difronte alla palestra dove ho appena lasciato Aless. Entro in un bar e ordino un the alla menta. La prima notizia che mi colpisce è la pagina che riguarda la rappresaglia israeliana sulla striscia di Gaza.
Mi accorgo che non parteggio per nessuno e sicuramente sono dalla parte di chi desidera intensamente la pace degli angeli! Movimenti terroristici, Stati col complesso del genocidio, possono avvelenarci sempre la giornata? I loro problemi hanno finito per sfiancare finanche l’America oltre che l’Europa, specie in un periodo di recessione in cui l’attenzione è riposta sui risparmi, le banche e quei figli di puttana dei finanzieri oltre oceano che hanno scialacquato nell’oro rubato dalle tasche di chi investiva capitali sudati o intrallazzati. C’è una tragedia a monte che riguarda tutti e il rumore ci frastorna. Col nuovo anno, qualche giorno fa, le nostre orecchie sono state bombardate dai fuochi d’artificio di mezzo mondo; qui a Londra a London Bridge una cascata di fuochi d’artificio veniva fuori dalla enorme ruota sul Tamigi e la folla seguiva quel frastuono di luci e di colori. Il 2009 è stato salutato da migliaia di londinesi e la stessa luminosità rumorosa sprizzava nelle altre parti del mondo a cominciare dall’Italia dove il Colosseo era diventato lo schermo dal quale una cascata di luci cambiava colori come fossero le stelle del firmamento cosmico. In Medio Oriente pochi attimi prima si festeggiava, invece, con razzi fosforescenti per sventrare case e civili…Mi sarebbe piaciuto che per un vero miracolo si fosse festeggiato per la fine di tutti i poteri del mondo e che una santa mano si fosse abbattuta per spazzare la “forza bruta”, un potere che sta facendo danni all’universo e che ha il solo ruolo di rovinarci le feste. Un miracolo a Natale? Farci rinascere tutti con la determinazione di avviarci verso l’Unità del Mondo, tra note, musica e sorrisi. Forse la sorte ci riserva questo e dall’America si ricomincia a sognare con i linguaggi dei grandi. Luterking, Gandi, Maometto e piu ancora Gesù di Nazareth hanno sussurrato il loro disappunto; è tempo di interpretare meglio le loro parole urlandole dalle discoteche. Da un negozio di giocattoli, mentre cerco di far passare ancora mezz’ora, un cagnolino di stoffa, dalle orecchie lunghe, mi guarda con occhi tristi. Credo che abbia i miei stessi pensieri… Sorrido di me riflessa su una vetrina col basco calzato sulla fronte.
Tra quattro giorni farò dietrofront e prenderò l’Eurostar per Parigi attraversando la Manica; la sera, dalla Gard du Nord, attenderò il “Pendolino” che mi portera’ l’indomani a Roma. Ieri sono stata in metropolitana; dopo più di cinque anni sono guarita dalla fifa che mi attanagliava dopo aver dovuto evacuare dai sotteranei di Londra, appena arrivata dall’Italia, per ben due volte, per una sospetta bomba tra i binari della Metro. Risultato? Ho deciso di prendere i bus e per brevi tragitti di usare le gambe che ne hanno un notevole vantaggio. Riesco a fare a piedi oltre cinque chilometri avvertendo un notevole calore che va in tutti gli organi, rendendoli più elastici. Forse affrontando a piedi il resto della vita vivi davvero con una piccola marcia in più e osservi ogni cosa con occhi meno miopi.